Dopo il 1953, quando le battaglie teoretiche contro la dottrina del socialismo reale e quelle pratiche contro la politica egemone dell'Unione Sovietica nei confronti della Jugoslavia avevano ormai raggiunto I'apice, nell'opera di Murtić la carica polemica, motivata in parte anche dal contesto politico, diventa piu debole. Come se fosse in atto una vera e propria smobilitazione: dopo gli anni difficili della seconda guerra mondiale, dopo le lotte per la conquista delle liberta individuali nel periodo postbellico e, dopo la scelta radicale di spostare il contrassegno da Parigi (sognata) e da Mosca (imposta) a New York - quando Murtić tra i due tipi di passato diverso, sceglie il futuro - il pittore, dimentico degli spazi di causalita - per la prima volta dopo vent'anni! - si abbandona al sogno e si arrende all'immaginazione. Gia allora viaggiatore del mondo, Murtić conosceva in prima persona la pittura europea ed americana dell'epoca: in America aveva conosciuto de Kooning e Pollock, in Europa aveva visto le opere di Bazaine, di Manessiere, di Santomaso, di Afro, di Singier... In tutto il mondo iniziava il periodo del modernismo lirico, ovvero il periodo dell'astrattismo lirico. Questa confraternita di pittori non era poi cosi iesigua e anche molte altre circostanze giocavano a suo favore. Per non tirar fuori i modelli archetipo dell'animo umano, diciamo piuttosto che la necessita di scordare le disgrazie, di respingere gli aspetti tragici della vita imposti crudelmente nel periodo dal 1929 al 1945, era una normale reazione umana, non una semplice fuga dalla verita: il male era troppo grande per potere costrutre un mondo migliore.

La freschezza delle opere di. Murtić di quei giorni ormai lontani (1 953-1956) - é tale da far rimanere attoniti. Se precedentemente, anche in maniera poco critica e con leggerezza, avevamo nominato i modelli dai quali trae esempio, ora ci accorgiamo che molti tra loro.sembrano sólo pallide ombre accanto alla forza e alla serenita delle sue prime opere.