Verso la fine degli anni '50 e gli inizi degli anni '60, la pittura di MurtiŠ vive importanti innovazioni; in particolar modo nel periodo che va dal 1957 al 1 962, quando si fanno avanti le forti manifestazioni della poetica del tachisme informale. Piu in generale, queste opere potrebbero essere sistemate in due grandi gruppi: le opere su base scura e quelle su base chiara. E mentre le opere su base scura dimostrano soprattutto un modello piu chiuso del tachisme, quasi monocromo (con frequenti rapporti tra il nero e il bruno tipo Vandyck, oppure tra il blu cobalto e il colore seppia, che affascina proprio per la combinazione interessante tra forma composita e segmento della superficie, che "scoppiano" in macchie e gocce. Nei quadri, invece, su base chiara, compare regolarmente la geometria - un movimento ritmicamente lento della massa scura o della massa scurita su di essa. Ci accorgiamo che sul quadro c'e sempre piu pasta, si formano delle specie di rilievi pittorici, ed Ú anche per questa ragione che la necessita del movimento - altrimenti cosi viva nei quadri tachiste - notevolmente rallentata. Si distingue invece, nel contorno del nucleo scuro su base chiara, I'importanza della figura. Questa Ú sempre un disegno comprensibile, mentre il dramma della materia - con lo scintillio e il guizzare delle particelle luminescenti della polpa - avviene entro il limite delle figure non associative citate. ╔ stato questo il momento durante il quale MurtiŠ si Ú soffermato sulle microstrutture del nostro mondo, su quello - non accessibile all'occhio profano - di cui e sul come siamo fatti noi stessi e la vita intorno a noi. Lintuizione e I'anticipazione erano i motori con i quali il pittore si Ú distinto dalla fraseologia generale del tachisme, diventando una specifica figura artistica fuori dalla norma: non essendo il linguaggio del movimento il suo segno distintivo, anche se per un momento questo aveva respinto tutti gli altri linguaggi, avendo egli un suo idioma seppure all'interno del linguaggio generale.